Articolo di Alessandro M. Raffone
Agrigento è Capitale Italiana della Cultura 2025 e le città della sua provincia sono chiamate a partecipare a questo importante evento.Oggi conosceremo Ribera,cittàdalla storia affascinante
Ribera, situata nel cuore della Sicilia, è conosciuta in dialetto siciliano anche come Rivela, è un affascinante comune, parte integrante del libero consorzio comunale di Agrigento.
Questa cittadina, nota anche come la “città delle arance”, si distingue anche per il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, elementi che la rendono un itinerario interessanteper chi visita Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025.
Una storia di fertili terre e di insediamenti antichi
Le terre di Ribera sono state da sempre contrassegnate da un clima favorevole e da abbondanti corsi d’acqua, tra cui i fiumi Platani, Verdura, Magazzolo, che permesso l’emergere e lo sviluppo di un’agricoltura ricca e variegata fin dall’antichità. Già nel Medioevo, questa zona, allora nota come Allava, attirava numerosi coltivatori provenienti da Caltabellotta, chevi coltivavanoun mosaico di prodotti agricoli di grande successo quali grano, cotone, riso, mandorle, agrumi, uva e olive.
Le origini di Ribera, tuttavia, sono relativamente recenti. Fondata ufficialmente nel 1635 per volontà di Luigi Guglielmo I Moncada, Principe di Paternò, Ribera nacque come un centro strategico per razionalizzare le attività agricole, riducendo al contempo i faticosi spostamenti dei contadini.
Lo stemma di Ribera, tra storia e identità visiva
Lo stemma del Comune di Ribera riflette la sua storia e il suo legame con il territorio.Il campo è azzurro, con tre verdi cime sulle quali sorge una torre d’oro “merlata alla ghibellina”, con un sole raggiante del medesimo colore. Il simbolo comunale èaccompagnato dal motto latino che recita “ALLAVAM SIGNAT ALBA”.
Sembra che la torre d’oro rappresenti il castello di Poggiodiana, simbolo di difesa e di fortezza (ormai in rovina), mentre il motto sottolinea il ruolo del fiume Verdura come delimitatore del territorio perché Alba è l’antico nome del Verdura.
Alcuni fatti storici
Tra le date significative del Comune di Ribera, possiamo qui ricordare il 25 febbraio 1636, data che segna l’atto di nascita ufficiale della città, mentre altri eventi, come il naufragio della nave grecaAngelica,avvenuto nel 1906, e il terremoto del Belice (tra
il 14 e il 15 gennaio 1968), hanno lasciato un segno nel patrimonio collettivo e nella memoria locale.
Architetture e siti archeologici
Il patrimonio architettonico di Ribera include il già citato Castello di Poggiodiana,risalente al Trecento, con le sue rovine incluse una torre quadrata e una torre cilindrica,che dominano le gole del Lupo.
Una struttura che attesta l’importanza strategica della zona nei tempi andati. La Chiesa Madre e il palazzo del Duca di Bivona sono testimoni, invece, della storia architettonica e sociale più recente della comunità.
Inoltre, nel 1982, in località contrada Anguilla, è stata scoperta una necropoli risalente all’età del bronzo (circa XIII secolo a.C.), che arricchisce il quadro archeologico di Ribera. Vera e propria testimonianza di un insediamento molto piùantico di quanto si è soliti ritenere.
Ribera come Città Slow e Città del Buon Vivere
Negli ultimi anni, Ribera ha conquistato riconoscimenti importanti, tra cui quello di “Città Slow”, parte integrante della rete globale delle “Città del Buon Vivere”.
Un attestato che attesta quanto questo borgo siciliano stia promuovendo uno stile di vita maggiormente sostenibile, rispettoso del patrimonio sociale, storico artistico e ambientale, valorizzando le tradizioni e la qualità della vita dei cittadini.
Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 rappresenta un’importante occasione di valorizzazione e di promozione anche delle città afferenti al libero consorzio comunale, contribuendo a far conoscere al mondo le bellezze di questa affascinante città delle arance.

