Articolo di Flora Sannino
Disturbi legati all’umore, all’ansia e al comportamento, che a volte sfociano nell’autolesionismo, secondo gli esperti sono causati, in gran parte, dall’eccessivo uso dei dispositivi elettronici. Nel mirino anche il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana dei più giovani.
Il problema sta a monte: schermi sempre accesi e non supervisionati. L’utilizzo costante fin dalla primissima infanzia può influenzare lo sviluppo neurologico del bambino, rallentando l’acquisizione di competenze sociali e linguistiche.
Che dire dell’Intelligenza Artificiale: strumento utile o minaccia silenziosa?
Intanto come ogni tecnologia porta con sé potenzialità e rischi. Quali sono i vantaggi: può aiutare a intercettare precocemente segnali di disagio grazie all’analisi di parole, comportamenti e interazioni online; supporta l’uso di app terapeutiche e chatbot che offrono assistenza emotiva personalizzata; favorisce l’accesso a risorse psicologiche in contesti dove i professionisti scarseggiano.
Le criticità: rischio di dipendenza, possibile violazione della privacy se i dati non sono protetti.
In ogni caso, nessun algoritmo può sostituire un educatore, uno psicologo, o un genitore attento. L’obiettivo per raggiungere il giusto equilibrio non è spegnere gli schermi, ma accendere la consapevolezza.
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