La Dott.ssa Annamaria Campo, con questo contributo, ci offre la seconda parte del suo approfondimento su: ”A proposito di revisioni delle indicazioni nazionali per il curricolo: più spazio, anche, per le avanguardie del Novecento? II Parte”.
Nel contributo precedente si è dato spazio alle avanguardie del I Novecento mentre in questo si tratterà di quelle del II Novecento.
Il periodo artistico segue la II guerra mondiale che lasciò l’Europa non solo stravolta dal punto di vista sociale, economico e politico, ma, anche, con urgente bisogno di ridefinire la propria identità culturale.
Joshua De Loa, docente universitario di storia dell’arte, evidenzia quanto numerose siano le correnti artistiche individuabili all’interno delle avanguardie del II Novecento: Espressionismo astratto, Arte informale, New Dada, Nouveau réalisme, Pop art, Happening, Body art, Arte cinetica, Minimalismo, Arte povera, Arte concettuale, Transavanguardia, Neue Wilden, Graffiti art, New British sculpture, Fotografia, Videoarte.
Di tutte queste Correnti la Dott.ssa Campo delinea gli autori principali, le tecniche usate e soprattutto le diverse concezioni di vita che ognuna rappresenta.
Ne deriva un affresco molto interessante e utile anche a chi, docenti e alunni, nelle varie vesti, si approcciano in questi giorni nelle prove degli esami di Stato.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Annamaria Campo.
A proposito di revisioni delle indicazioni nazionali per il curricolo: più spazio, anche, per le avanguardie del Novecento? II Parte
Il presente contributo prosegue il discorso sulle Indicazioni Nazionali per il curricolo, attualmente sottoposte a revisione per iniziativa ministeriale, con la proposta di dedicare uno spazio adeguato, all’interno del documento, alle “Avanguardie”;
nell’articolo precedente si è dato spazio alle avanguardie del I Novecento adesso si tratterà di quelle del II Novecento che piacciono ai giovani i quali, spesso, le sfoggiano su magliette, zaini, caschi, forse, il più delle volte inconsapevolmente.
Il periodo artistico oggetto di analisi segue la II guerra mondiale che lasciò l’Europa non solo stravolta dal punto di vista sociale, economico e politico, ma, anche, con urgente bisogno di ridefinire la propria identità culturale.
Come è noto, in seguito all’accordo di Yalta tra Roosevelt, Churchill e Stalin, l’Europa venne divisa in due sfere di influenza, dell’URSS a oriente e degli USA a occidente che, probabilmente, a causa del peso degli aiuti economici forniti ai Paesi dell’Europa occidentale, influenzarono, sicuramente, l’identificazione di New York come nuova capitale dell’arte e della cultura.
Joshua De Loa , docente universitario di storia dell’arte, evidenzia quanto numerose siano le correnti artistiche individuabili all’interno delle avanguardie del II Novecento: Espressionismo astratto, Arte informale, New Dada, Nouveau réalisme, Pop art, Happening, Body art, Arte cinetica, Minimalismo, Arte povera, Arte concettuale, Transavanguardia, Neue Wilden, Graffiti art, New British sculpture, Fotografia, Videoarte.
L’Espressionismo Astratto Americano è, principalmente, rappresentato dall’ americano Jackson Pollock (1912-1956); il suo One: Number 31 (1950) esemplifica la maturazione del dripping, tecnica pittorica che prende spunto dalla “scrittura automatica” surrealista e consiste nel fare sgocciolare il colore, solitamente smalto opaco o vernici industriali, su una tela distesa per terra, da un contenitore bucherellato o schizzandolo con le mani mediante l’uso di bastoni o pennelli.
Altro esponente della medesima corrente è lo statunitense Mark Rothko (1903-1970) che mira, attraverso la pittura di ampie superficie di tinte monocrome, come in No. 10 (1950), a un coinvolgimento psico-percettivo dell’osservatore.
L’Arte Informale collegabile all’Esistenzialismo di Martin Heidegger (1889-1976), Jean-Paul Sartre (1905-1980), Albert Camus (1913-1960), oltre ad esplicitare il disagio esistenziale tipico di quegli anni, manifesta un rapporto con la materia esplicitato dal gesto e/o dal segno, articolandosi in due filoni:
gestuale-materico, esemplificato da Jean Fautrier (1898-1964) e Antoni Tàpies (1923-2012), e segnico-gestuale, esemplificato da Hans Hartung (1904-1989): tutti quanti miravano a mostrare la tragicità e la crisi delle coscienze umane.
In Italia i maggiori rappresentanti dell’arte informale furono Lucio Fontana (1899-1968) che condusse indagini di natura spaziale e Alberto Burri (1915-1995) che adottò materiali extrapittorici e di scarto, attribuendovi nuovi significati e qualità estetiche.
Si ricorda che Burri è famoso per una monumentale opera di street land, il famoso “Cretto” edificato nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, completamente distrutta dal terremoto del Belice del 1968.
All’interno della corrente artistica denominata “Nuovi realismi”, possiamo includere i seguenti movimenti: New Dada e Nouveau réalisme, Pop art, Happening e Body art.
Le correnti artistiche denominate New Dada e Nouveau réalisme esplodono negli anni Sessanta, caratterizzati, nei Paesi occidentali, dal dilagare del consumismo, fenomeno socio-economico che influenzò la sperimentazione artistica.
Tra i maggiori rappresentanti del New Dada americano annoveriamo Jasper Johns (1930) famoso per l’opera con Three Flags (1958) nella quale manifesta una sapiente applicazione della tecnica dell’encausto abbinata con il collage;
Il Nouveau réalisme europeo, teorizzato dal critico francese Pierre Restany nel 1960, si configura come un movimento artistico eterogeneo, al cui interno trovano posto Yves Klein (1928-1962), Arman (1928-2005) e Christo (1935-2020), artisti che hanno condiviso l’idea di attingere i materiali dalla realtà, sia banali che rifiuti, per poi ricollocarli in un contesto nuovo, con chiave ironica o critica.
La Pop art fu uno dei movimenti artistici più noti e controversi degli anni Sessanta che ne accompagnò il boom economico; i popists misero in discussione tutto quanto, passando attraverso l’arte, ai problemi dell’impegno sociale e politico.
Uno dei più noti popists americani fu Andy Warhol (1928-1987) che, attraverso il linguaggio della comunicazione di massa e attingendo dall’immaginario collettivo popolare, produsse opere volte finalizzate a riflettere, non solo sui comportamenti percettivi, ma, anche sulla dialettica tra arte e vita.
L’arte di Warhol era una provocazione attraverso, per esempio, la collocazione degli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra, probabilmente pensava che l’arte potesse e dovesse essere “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prende forma un’azione artistica, consistente in una performance presentata davanti ad un pubblico, denominata “happening” ed ideata dall’artista americano Allan Kaprow (1927-2006).
Questo tipo di arte fu approfondita dal gruppo Fluxus, rappresentato da artisti come George Maciunas (1931-1978), Nam June Paik (1932-2006) e Joseph Beuys (1921-1986) che cercarono di esprimere le loro istanze rinnovatrici di natura politica, sociale e culturale fondendo azioni specifiche di diverse discipline.
La Body art può essere considerata una risposta artistica ai movimenti di contestazione internazionale culminati nel 1968. Il movimento è, egregiamente, rappresentato dalla performer Marina Abramovič che, mediante il suo corpo intende stimolare una riflessione sui temi dell’identità, dell’emotività, della sessualità e della morte all’interno della società contemporanea.
Le Neoavanguardie degli anni ’60 e ’70 comprendono l’Arte cinetica-visuale, il Minimalismo e l’ Arte povera.
L’arte cinetico-visuale, al cui interno possiamo distinguere le due correnti Optical art e Arte programmata, viene avviata dalle ricerche di alcuni artisti relativamente alla percezione, al rapporto tra l’uomo e la realtà, alle immagini e al movimento e si fonda sulla collaborazione tra arte e tecnologia.
Rappresentanti dell’Optical art furono Victor Vasarely (1906-1997) che lavorò sugli aspetti ottico-percettivi, proponendo delle illusioni ottiche-visive fondate su interazioni tra forme geometriche, trompe-l’oeil o colori complementari.
Rappresentanti dell’ Arte programmata o Arte cinetica, Gianni Colombo (1937-93) e Bruno Munari (1907-1998), che mirano a coinvolgere lo spettatore nella programmazione tecnica oppure elettronica dell’opera d’arte.
Il Minimalismo art è una tendenza artistica americana caratterizzata da forme semplificate, strutture tridimensionali e plastiche, impersonalità del linguaggio adottato dall’artista, utilizzo di materiali industriali, prefabbricati o semilavorati, messi insieme in configurazioni geometriche ridotte al minimo.
Scultori principali furono, Donald Judd, Toni Smith, Carl Andre con cui si sviluppò marcatamente il passaggio dalla concezione di un’opera scultorea a quella di un’installazione; tra i pittori annoveriamo Frank Stela,, Robert Ryman e Agnes Martin.
L’espressione “Arte Povera”, coniata , nel 1967, dal critico Germano Celant in occasione di una mostra allestita a Genova, si riferisce a una delle più originali avanguardie del panorama europeo degli anni Settanta finalizzata a mettere in discussione le strutture del linguaggio della società contemporanea, svuotandole dal conformismo semantico.
Gli artisti facenti parte di questa corrente, tra i quali Alighiero Boetti (1940-2020), Jannis Kounellis (1936-2017), Giulio Paolini (1940), Pino Pascali (1935-1968) e Michelangelo Pistoletto (1933), per portare avanti la loro poetica fecero ricorso a materiali cosiddetti “poveri”, quali fuoco, terra, acqua, legno, plastica, stracci, ferro e scarti industriali, in certi, anche animali vivi come i 12 cavalli vivi esposti da Kounellis nel 1969 alla galleria Gavin Brown’s Enterprise di Harlem a New York.
L’arte del postmodernismo ingloba diverse correnti artistiche: arte concettuale, movimenti neofigurativi, nuovi media.
L’arte concettuale si propone di mettere in discussione l’essenza dell’opera d’arte e la sua funzione, lavorando sui processi e sulle procedure, nonché di valorizzare aspetti filosofici e linguistici dell’arte stessa.
Questa corrente è, magistralmente, rappresentata, per esempio, da Jenny Holzer e Piero Manzoni.
Piero Manzoni è sicuramente un punto di riferimento per il mondo dell’arte contemporanea; è sua una nuova idea di quadro rappresentata dagli “Achrome”, serie di opere prodotte tra il 1957 e il 1963, basate sullo studio dell’assenza di colore e realizzate con i più svariati materiali.
Tra le opere di Piero Manzoni, è famosa l’icona pop: “Merda d’artista”; si tratta di una “Base magica”, che testimonia il potere di trasformare in arte qualunque cosa?
I movimenti neofigurativi riguardano alcuni artisti negli anni Ottanta che scelsero di proporre una nuova figurazione: alcuni ricorrendo alle tecniche e alle esperienze della tradizione, quali la Transavanguardia italiana e la Neue Wilden tedesca, altri sperimentando nuovi temi e modalità come il movimento della Graffiti art americana.
La transavanguardia italiana è un movimento artistico nato verso la seconda metà degli anni settanta del XX da un’idea del critico Achille Bonito Oliva sulla scia della crisi economica che caratterizzò questo decennio e che ridimensionò l’ottimismo produttivo e culturale dell’Italia.
La Transavanguardia è stata a più riprese etichettata come un movimento artistico postmoderno.
È correlata al pensiero di filosofi come Jean-François Lyotard, Jacques Derrida, Gilles Deleuze, Félix Guattari, Roland Barthes e Gianni Vattimo.
Questi pensatori hanno messo in discussione valori ritenuti fino ad allora intoccabili. Lyotard parla di fine delle grandi narrazioni moderne riferendosi alla fine della storia concepita, secondo le concezioni illuministiche, come progettualità in continuo miglioramento;
Deleuze e Guattari manifestano il rifiuto di gerarchie e autorità predefinite;
Vattimo evidenzia una presa di coscienza della perdita di punti di riferimento assoluti, nonché la valorizzazione della diversità.
Achille Bonito Oliva include all’interno del movimento della transavanguardia cinque artisti : Mimmo Paladino, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria.
In questa sede non è possibile dilungarsi sul contributo artistico offerto da ognuno di loro, ma vorrei ricordare “La porta di Lampedusa”, monumento di quasi cinque metri di altezza e di tre metri di larghezza, realizzato in ceramica refrattaria e ferro zincato che Mimmo Paladino, nel 2008, dedicò alla drammatica vicenda dei migranti morti in mare.
Per quanto concerne la Graffiti art americana ricordiamo Jean-Michel Basquiat, writer e pittore statunitense che assieme a Keith Haring, riuscì a trasferire questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.
L’esponente più noto della Graffiti Art fu Keith Haring noto ,anche, per Todo Mondo, grande murale realizzato nel 1989 sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate a Pisa, costituito da tanti “omini” , tra cui l’omino con il delfino, per rappresentare il positivo rapporto che l’uomo dovrebbe instaurare con l’ambiente, e l’ omino con il televisore stimolare la riflessione sul rapporto dell’uomo con la tecnologia.
A proposito dei “Nuovi media” è doveroso ricordare che se prima degli anni Ottanta la fotografia aveva più una funzione di documentazione, fu grazie all’approccio concettuale degli artisti-fotografi, quali i coniugi Bernd (1931-2007) e Hilla (1934-2015) Becher, Thomas Struth (1954), Andreas Gursky (1955), Sam Taylor-Wood (1967) e Nan Goldin (1953), che questa si conquistò un ruolo paritario con le altre discipline artistiche.
Tra le tracce proposte per la prima prova scritta della Maturità 2024, nella tipologia B (Testo argomentativo) di ambito artistico-letterario, figura il brano “Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, natura tra ascolto e comunicazione” di Nicoletta Polla Mattiot.
Il testo invita gli studenti a riflettere sull’importanza del silenzio in un mondo sempre più dominato dal rumore e dalla comunicazione frenetica; infatti solo il silenzio permette di “gustare” l’arte.

