Articolo di Maria Castaldo
Il 2 giugno 1946 si è tenuto il primo referendum istituzionale, che ha decretato la vittoria di ideali come democrazia, libertà e giustizia, rappresentati dalla Repubblica, sulla Monarchia. Si tratta di un momento storico di grande importanza per l’Italia, perché è stato anche segnato dalla prima partecipazione delle donne al voto. Per comprendere meglio l’importanza storica di questo momento, abbiamo pensato di consigliarvi 4 libri da leggere in occasione della Festa della Repubblica.
1) La Costituzione spiegata a mia figlia di Giangiulio Ambrosini
Articolato in 16 dialoghi, La Costituzione spiegata a mia figlia ha un intento fortemente pedagogico, come suggeriscono il titolo dell’opera, ma anche la scelta di un linguaggio semplice e piano. L’autore introduce la figlia e tutti i più giovani lettori alla narrazione di fatti storici, senza far uso di termini politici eccessivamente incomprensibili. Dal principio di eguaglianza al diritto al lavoro, dalla libertà sindacale ai diritti della persona, dalla sovranità popolare ai poteri dello Stato, senza tralasciare gli aspetti piú propriamente storici: tutte le norme che fondano lo stato di diritto vengono passate in rassegna, “perché partecipare piú consapevolmente alla vita civile è un diritto di tutti”. Giangiulio Ambrosini è Magistrato presso la corte di Cassazione e autore di numerosi saggi di diritto, editi da Einaudi.
2) Donne della Repubblica di Dacia Maraini
Come abbiamo sottolineato in precedenza, tra le componenti che rendono unico il referendum del 2 giugno, c’è anche la presenza delle donne chiamate a votare per la prima volta. Dopo essere state protagoniste anche loro durante la Seconda Guerra Mondiale e durante la Resistenza, le donne rivendicano per la prima volta il loro diritto a votare, esattamente come gli uomini. Nell’opera della scrittrice Dacia Maraini, Donne della Repubblica, troviamo le biografie di 15 donne straordinarie, scrittrici, giornaliste, politiche, tutte loro hanno messo la propria vita al servizio della fondazione della Prima Repubblica. Le donne raccontate in questo libro sono: Tina Anselmi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Teresa Noce, Marisa Ombra, Camilla Ravera, Alba de Céspedes, Fausta Cialente, Ada Gobetti, Iris Origo, Renata Viganò, Anna Magnani, la sarta Biki (Elvira Leonardi Bouyeure), tra le più note stiliste e socialiste degli anni ‘40 e la leggendaria Dama Bianca (Giulia Occhini).
3) L’Orologio di Carlo Levi
Carlo Levi narra una storia che si svolge nell’arco di tre giorni: un lasso di tempo davvero insignificante, ma che è abbastanza da cambiare le sorti dell’Italia. Nel romanzo L’Orologio, Carlo Levi racconta della fine del governo di Ferruccio Parri, della crisi dei partiti liberale e azionista, ma anche dell’avvento del governo De Gasperi e della Democrazia Cristiana. Partendo da un orologio che si rompe e dà avvio alla storia di tre giorni che, nel dicembre del 1945, avrebbe cambiato per sempre la storia del nostro Paese. Nel romanzo, l’autore riesce a trasmettere con molta chiarezza anche il pathos e le tensioni che hanno animato i protagonisti della scena politica di quel periodo. Ed è da quelle tensioni che sarebbe nata l’Italia libera, repubblicana e antifascista che è stata votata quel 2 giugno del 1946. Il romanzo è stato scritto tra il 1947 e il 1949 e il suo inizio è ancora evocativo “La notte, a Roma, par di sentire ruggire leoni”.
4) La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino
Edito da Mondadori, La giornata di uno scrutatore ruota intorno a una domanda fondamentale “quanto ci si può sentire davvero liberi?”. Da questo quesito si sviluppa la storia di Amerigo Ormea, scrutatore di un seggio elettorale nella Torino del 1953. Quel seggio rappresenta un po’ tutti i seggi d’Italia, così come quelle elezioni politiche non sono altro che un’esemplificazione di tutte le elezioni politiche del nostro Paese. In quel seggio, Amerigo vive la sua giornata di scrutatore e la sua esperienza è l’occasione per l’autore di discutere come gli ideali che sono stati affermati in quel referendum del 1946 siano cambiati nel corso degli anni. Ed è inevitabile chiedersi, come fa Amerigo, fino a che punto si riesce a essere uomini liberi in questa Repubblica di cui non sembra importare nulla a nessuno e nella quale la miseria continua a dilagare.
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