Il 19 marzo ricorre la Festa del Papà e per l’occasione vi proponiamo 3 libri da leggere che raccontino la paternità, i rapporti padre-figli e i conflitti generazionali.
Tutte queste tematiche sono presenti nella letteratura sin dall’alba dei tempi, ma il significato che la parola padre ha assunto si è modificato con il trascorrere dei secoli.
Nel mondo greco-latino il pater è l’autorità suprema della famiglia, a cui fanno capo la moglie, i figli, gli schiavi e ogni proprietà.
L’autorità paterna muta di volta in volta, ma resta una delle caratteristiche principali a cui si associa il termine padre o l’esperienza della paternità.
I papà, fino a pochi anni fa, erano coloro che proteggevano, difendevano, che – nel bene e nel male – avevano potere decisionale su tanti aspetti della vita famigliare.
Negli ultimi anni, per fortuna, l’idea di paternità ha assunto anche nuovi connotati
Merito anche di una nuova idea di mascolinità che si è diffusa nella nostra società.
L’essere papà non include più solo l’essere capo-famiglia, l’autorità, ma anche un maggiore coinvolgimento nella sfera emotiva della crescita dei figli e una divisione più equa dei compiti all’interno della famiglia.
Nella mitologia greca, abbiamo esempi di padri che dominano i figli, al punto da fagocitarli (Cronos con i suoi figli ne è un esempio, ma anche Edipo e suo padre) o sacrificarli pur di ottenere ciò che desiderano dagli dèi (Agamennone e Ifigenia).
I figli sono “proprietà” dei padri, loro estensione, sono identificati attraverso il patronimico e sono specchio del buon nome della famiglia e della figura paterna.
Nel mondo latino, l’Imperatore Augusto allontanò la figlia Giulia perché la sua condotta immorale arrecava danni all’immagine della famiglia imperiale, alla propaganda augustea di rettitudine e moralità.
Trascorreranno secoli prima che i figli acquisiscano una loro identità in quanto individui e che, come tali, siano raccontati i loro dubbi, le preoccupazioni, il confronto con i padri, il peso di essere all’altezza di aspettative di un genitore.
Ma anche con la sua perdita.
Come si elabora la perdita di un papà?
Cosa significa quando in casa viene meno la figura a cui, archetipicamente, viene affidato il significato di protettore della famiglia.
È una tematica che affronta Violette D’Urso in I ricordi degli altri: Anna ha solo sei anni quando suo padre muore improvvisamente.
Di ritorno da una gita scolastica, Anna si aspetta che suo padre stia alla stazione ad aspettarla, come le aveva promesso.
Ma quel giorno lui non c’è e da quel momento la vita di Anna non è più la stessa.
Per superare il suo lutto, Anna si rifugia nella fantasia, nelle storie che popolano la sua mente, ma la ferita dell’addio di suo padre non riesce a rimarginarsi.
15 anni dopo, Anna non ha ancora superato la morte del padre, di cui però si rende conto di non conoscere nulla.
Inizia così per lei un viaggio alla ricerca di indizi, guidata dai taccuini del padre, per dare corpo e sostanza a un ricordo fumoso.
Chi era suo padre, come e dove ha vissuto prima di metterla al mondo?
Per Anna, è l’inizio di un viaggio nella memoria, per ricostruire la figura dell’uomo che ha trasformato in un eroe nella sua mente e che forse nascondeva un segreto sconvolgente.
E cosa accade invece quando i padri non capiscono i figli?
In Quello che serve di notte, Laurent Petitmangin racconta la storia di un vedovo socialista, che vive in una zona operaia della Francia e fa del suo meglio per crescere al meglio i suoi figli.
Fus, il maggiore, si unisce a un gruppo di estrema destra, finendo per cacciarsi in guai sempre più grandi.
Gillou, invece, è taciturno e segue le orme del papà.
Quando però Fus finisce in prigione per aver ucciso un ragazzo di una fazione politica opposta alla sua, suo padre si trova di fronte al suo fallimento come genitore.
Con Quello che serve di notte, l’autore riesce a raccontare il disagio e lo spaesamento di un padre, impotente di fronte alle scelte sbagliate del figlio.
A volte, la paternità è un dono che arriva in maniera inaspettata e che non è vincolato dal sangue, ma da un desiderio di appartenere a qualcuno e amarlo in maniera incondizionata.
Questa è la storia di Luca Trapanese e Alba, narrata in Nata per te.
Luca è gay, cattolico praticante e impegnato nel sociale.
È iscritto al registro degli affidi previsti dalla legge per i single, ma il suo desiderio di creare una famiglia non sembra trovare una realizzazione.
Tutto cambia quando nella sua vita arriva Alba, neonata con la sindrome di Down e abbandonata in ospedale.
Per Luca, Alba è la figlia che ha sempre aspettato, ma che non pensava di poter mai incontrare.
Ma per riuscire a costituire una famiglia, i due dovranno affrontare diverse difficoltà, legali e non solo.
Tutto per dimostrare che la paternità non passa necessariamente attraverso il sangue, ma è una scelta importante e per la vita.
Articolo di Maria Castaldo
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