3 libri da leggere nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne

3 libri da leggere nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall’Onu il 17 settembre 1999, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana.

Le sorelle Mirabal erano tre attiviste eliminate per la loro opposizione al governo dittatoriale di Rafael Trujillo.

I primi passi di sensibilizzazione verso la tematica iniziarono nel 1991, quando il Center for Global Leadership of Women propose di avviare, dal 25 novembre al 10 dicembre, una campagna per sensibilizzare sulla violenza di genere.

Nel 1993, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva la dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Nonostante le numerose campagne per la sensibilizzazione sul tema, i dati ufficiali presentano un quadro piuttosto grave.

Nel 2024, in Italia, ogni 72 ore, una donna viene uccisa per mano di un uomo e circa il 13.6% delle donne ha subito violenze fisiche o emotive da parte di un partner.

Dati ancora più allarmanti sono quelli che vedono coinvolti i più giovani

Tra gli adolescenti l’eccessiva gelosia, il controllo sull’abbigliamento e sugli spostamenti del partner non sono visti come forme di violenza, ma come amore e ancora trovano spazio, anche negli adolescenti, manifestazioni di mascolinità tossica e convinzioni che dovrebbero essere considerate superate e retrograde, come la presenza delle donne nei settori Stem, per i quali le donne sarebbero viste come “biologicamente” poco predisposte.

Di fronte a questo quadro così preoccupante, aggravato dal silenzio delle istituzioni e dalla mancanza non solo di una legislazione, ma anche di una cultura sentimentale e sessuo-affettiva che possa far comprendere come la violenza di genere sia un tema che ci riguarda tutti, un aiuto prezioso ci viene dai libri.

Cresce la necessità di documentarsi e informarsi su un tema non trattato spesso con la dovuta gravità, anche nelle scuole, ma dalla cui comprensione dipende il miglioramento delle condizioni di vita di un’intera società e di coloro che si definiscono umani e cittadini.

Perciò, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vi consigliamo 3 libri da leggere.

Non solo Viola Ardone con la sua Oliva Denaro o Marjane Satrapi e la graphic novel Persepolis, ma vogliamo raccomandarvi la lettura di altre opere che riescono a raccontare molto bene la violenza di genere e le difficoltà dell’essere donne oggi.

“Tangeri, addio” di Salma El Moumni

Alia è una giovane studentessa di Tangeri che realizza, giorno dopo giorno, quanto il suo corpo susciti reazioni che le causano disagio: fischi, sguardi inappropriati.

I suoi genitori le suggeriscono discrezione, ma la ragazza decide invece di indagare lo sguardo maschile, perché non ha intenzione di lasciarsi dominare da esso.

Romanzo d’esordio di Salma El Moumni, Tangeri addio esplora la distruzione che lo sguardo maschile porta con sé quando si posa su un corpo femminile.

Un’indagine dolorosa, che evidenzia la violenza della perdita della propria identità, fisica ed emotiva.

“I nostri corpi come campi di battaglia” di Christina Lamb

Cosa accade ai corpi delle donne in zone di guerra?

Le vittime femminili dei conflitti di tutto il mondo trovano posto nell’opera di Christina Lamb.

Dalle rifugiate yazide sfuggite all’ISIS, alle tutsi vittime di violenza durante il genocidio ruandese, alle attiviste argentine alla ricerca dei desaparecidos e dei “bambini rubati”.

Tra le più importanti corrispondenti con l’estero ed esperta di Pakistan e Afghanistan, nonché autrice – con Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace del 2014 – dell’acclamato Io sono Malala, Christina Lamb ha dichiarato che ha sentito la necessità di raccontare ciò che accadeva ai corpi delle donne lontani dallo sguardo dell’Occidente ed è da questo desiderio che nasce I nostri corpi come campi di battaglia.

“Una giudice donna mi ha detto che, sentendo la testimonianza delle vittime, era come rivivere tutto sul suo corpo. E lo stesso è stato per me. Mentre scrivevo, ogni tanto dovevo interrompere. Ma poi ritrovavo la forza. Ho cercato di fare la mia parte per cambiare le cose”.

“Lui mi ama” di Thora Hjörleifsdóttir

Opera prima dell’autrice islandese, classe 1986, è balzato in cima alle classifiche alla sua pubblicazione.

Lilja ha 20 e si è innamorata per la prima volta: lui è un ragazzo più grande, acculturato e intelligente.

Ma è anche un pericoloso traditore e un narcisista.

Ammaliata dal fascino del suo incredibile fidanzato, Lilja decide di trasferirsi nel suo appartamento, sporco e angusto, e inizia a poco a poco a perdere sé stessa, nel tentativo di compiacere il suo partner, le cui richieste diventano sempre più abusive e crudeli.

La loro storia si sostenta di una manipolazione sottile e crudele di cui Lilja non riesce a realizzare la pericolosità.

Riuscirà infine a spezzare le catene che la legano a questo amore impossibile e a riprendersi la sua vita?

Con una prosa che alterna crudezza e poesia, Lui mi ama è un romanzo che riesce a raccontare la violenza sotterranea di molte relazioni sentimentali e l’incapacità della nostra società di riuscire a cogliere i segnali di una relazione tossica quando l’abbiamo davanti.

Articolo di Maria Castaldo.

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