IA nella didattica: vantaggi e svantaggi

IA nella didattica: vantaggi e svantaggi

Implementare l’IA nella didattica se utilizzata correttamente offre innumerevoli vantaggi.

Vantaggi come l’implementazione di percorsi educativi personalizzati, l’uso del ’machine learning’ grazie al quale il docente può prevedere quando uno studente è sul punto di abbandonare un determinato corso e quindi provvedere prima che sia troppo tardi, nonché l’analisi dell’apprendimento in grado di individuare l’alunno motivato e quello, invece, a rischio abbandono.

Altri punti a favore dell’IA nelle scuole sono il cosiddetto ‘chatbot’ che permette all’insegnante di interagire con gli studenti e fornire supporto didattico e, inoltre, la blockchain che regola le certificazioni dei corsi online rendendoli sicuri.

La pedagogia gioca un ruolo fondamentale in questo connubio, tenendo conto di principi umani e valoriali dai quali non si può prescindere.

Stabilisce le basi su cui poggiare, garantendone così la buona riuscita.

Innumerevoli anche i rischi dell’IA

Come, per esempio, quello della dipendenza dalla tecnologia oppure quelli riguardanti la sicurezza dei dati sensibili.

E ancora, l’Etica nel valutare gli studenti nonché il pericolo di avvalersene senza tener conto dell’insegnante.

Tutto sta nell’integrare questa tecnologia in modo intelligente, infatti un informatico molto apprezzato, Danilo Cimino, spiega perché è a favore dell’IA nella didattica.

Dice: “No alla demonizzazione, si all’uso responsabile”.

L’informatico spiega:

“stiamo vivendo una situazione simile a quella delle calcolatrici elettroniche negli anni ’70. All’epoca molti docenti ne vietarono l’uso, temendo che avrebbero compromesso le capacità di calcolo mentale degli studenti. E, dopo 50 anni, nessuno si sognerebbe mai di dire che gli studenti sono diventati stupidi perché non riescono più a fare i calcoli in quanto soppiantati dalle calcolatrici elettroniche. Anzi, oggi sono strumenti indispensabili, pienamente integrati persino nei programmi didattici di molte facoltà universitarie, in quanto dispositivi in grado di migliorare l’efficienza, perché fanno i calcoli senza sbagliare”.

Ciò nonostante, pur essendo favorevole punta l’attenzione sull’uso appropriato e conclude dicendo: “vietare una tecnologia non prepara le generazioni future, insegnare a usarla in modo etico e consapevole sì”.

Articolo di Flora Sannino

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