Noi di Scuola Consulting monitoriamo con attenzione l’evoluzione delle procedure legate al PNRR e l’impatto che queste hanno sulla gestione quotidiana delle istituzioni scolastiche. Segnaliamo l’articolo di NOI…DSGA che offre una disamina puntuale sulle difficoltà correnti relative ai rimborsi dei saldi per i progetti DM 19, 65, 66 e 170.
Un contributo utile per comprendere lo stato dell’arte della macchina amministrativa scolastica in questa delicata fase di chiusura dei target.
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I tempi di rimborso dei saldi PNRR per le scuole sono ormai fuori controllo, e la tua situazione sul DM 19 non è un caso isolato ma il sintomo di una macchina amministrativa che sta scaricando sulle segreterie l’inefficienza del sistema. ## Ritardi strutturali, non episodi isolati
- Su DM 65, 66, 170 e DM 19 molte scuole segnalano mesi di attesa tra rendicontazione caricata, validazione dei revisori/AdG e materiale erogazione delle risorse, con pagamenti bloccati anche a fronte di attività concluse e target raggiunti. Ed intanto passano mesi e mesi, se non anni ed i rimborsi non si vedono ancora. Vergogna.
- In diversi casi le istituzioni sono costrette a usare le proprie disponibilità di cassa per pagare personale interno e fornitori, con fondi di istituto e giacenze ormai prossimi all’esaurimento: il rischio concreto è il mancato pagamento di prestazioni già svolte.
- Il problema non è più la singola scuola “in ritardo”, ma un collo di bottiglia cronico nella validazione delle rendicontazioni intermedie e finali da parte dei revisori MIM e dell’Autorità di Gestione, che blocca l’intera fase di chiusura del PNRR scuola.
Procedura farraginosa e piattaforme ostili
- Le criticità ricorrenti sono sempre le stesse: piattaforme macchinose (Futura! Dedica alla canzone di Lucio Dalla?), passaggi ridondanti, assenza di un supporto reale e tempestivo e continua incertezza interpretativa sulle regole applicative. L’Assistenza poi che risponde citando le quartine di Nostradamus!
- Ogni step è sovraccarico di check list e moduli che replicano le stesse informazioni su più schermate e in più formati (allegati, maschere, autodichiarazioni), senza un reale valore aggiunto in termini di controllo sostanziale, ma con un enorme impatto sul carico di lavoro delle segreterie.
- La logica è quella del “controllo difensivo”: check list iniziali, intermedie, finali, controlli sul DNSH, verifiche di ammissibilità, richieste di chiarimenti a distanza di mesi, come se l’obiettivo fosse moltiplicare gli adempimenti più che garantire l’efficacia degli interventi nelle scuole.
Check list duplicate e triplicate
– La documentazione richiesta viene spesso chiesta tre volte: in piattaforma, come allegato alla rendicontazione, e poi di nuovo in sede di controllo (regionale o centrale), con richieste di integrazione che ripercorrono passo per passo ciò che è già stato caricato e validato a livello precedente.
- Le scuole si trovano a gestire set di check list parallele predisposte da piattaforme, USR, gruppi di supporto e talvolta da società esterne di formazione/consulenza, con criteri non sempre omogenei e con un evidente spreco di tempo amministrativo.
- Invece di semplificare per chi ha in carico decine di progetti, si è costruito un labirinto procedurale in cui il DSGA deve solo sperare che il prossimo “successivo livello di controllo” non blocchi tutto per un dettaglio formale.
Termini irrealistici e proroghe-pezza
- A fronte di un sistema che accumula mesi di ritardo nella validazione, alle scuole vengono imposti calendari di scadenze serrati e talvolta irrealistici, salvo poi correre ai ripari con proroghe generalizzate all’ultimo minuto.
- La nota Unità di Missione/MIM del 15 dicembre 2025 ha dovuto spostare al 31 marzo 2026 il termine per l’invio delle rendicontazioni finali PNRR proprio perché molte istituzioni non riuscivano a chiudere le operazioni a causa delle criticità di sistema.
- È paradossale: chi è puntuale sulla gestione progettuale e finanziaria rischia di andare fuori tempo massimo non per propria colpa, ma perché il sistema che dovrebbe verificare e rimborsare procede a velocità incompatibile con le scadenze imposte alle scuole.
Un modello da cambiare
- La fase finale del PNRR scuola sta dimostrando che un modello centrato su piattaforme complicate, controlli stratificati e check list infinite non è sostenibile per istituzioni che hanno organici amministrativi ridotti, carichi ordinari già enormi e responsabilità dirette sui pagamenti.
- Finché la scuola sarà trattata come l’ultimo anello della catena – chiamata a garantire target, risultati, pagamenti e trasparenza, ma lasciata sola in un pantano procedurale – i ritardi nei rimborsi continueranno a essere la norma e non l’eccezione.

