Bimbi: cresciamo a ritmo di musica!

Bimbi: cresciamo a ritmo di musica!

La nostra esperta Francesca Petra in questo contributo dal titolo “ Bimbi: cresciamo a ritmo di musica!” ci dice, in estrema sintesi e dopo i tanti riferimenti in apertura all’articolo, che la musica fa bene!

Da un punto di vista prettamente didattico, numerosi studi di pedagogia hanno sottolineato che oltre ad un generico benessere psico-emotivo, la musica rappresenta un fondamentale stimolo ed incentivo dello sviluppo cognitivo soprattutto nei bambini.

Migliora la memoria, l’intelligenza intra ed interpersonale, la creatività, l’immaginazione ed addirittura il QI, come anche la capacità di coordinamento e controllo sia sul piano fisico-sensoriale che emozionale-energetico.

Suonare uno strumento ed eventualmente cantare insieme e davanti agli altri, migliora anche l’ autostima e la capacità di relazionarsi con i propri pari e gli adulti.

Inoltre, la musica oltre che gioco è anche disciplina e richiede impegno, costanza e allenamento che si traducono in autodisciplina e nell’opportunità di diventare artefici e comunque partecipi di un’opera creativa.

Opera in cui estro, talento, immaginazione e rigore tecnico si muovono in perfetta sinergia verso il comune traguardo armonico.

Nonostante le innumerevoli ed autorevoli indicazioni pedagogiche a favore dell’insegnamento della musica fin dalla tenerissima età, da un punto di vista normativo il sistema scolastico pare aver trascurato le potenzialità di questo linguaggio.

Ad oggi, nel sistema di istruzione, è ancora affidato ad un doppio binario

Da un lato quello educativo orientativo affidato alla scuola primaria con insegnamento impartito anche da  docenti che non necessitano di una formazione specifica.

Dall’altro la formazione professionalizzante che si persegue nei conservatori di musica.

L’esigenza fortemente sentita di introdurre lo studio della musica fin dalla scuola dell’infanzia ha tuttavia dato l’input al recente DDL 492 (recante Disposizioni e delega al Governo per l’istituzione di Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale) attualmente in discussione.

Questo prevede l’estensione dell’insegnamento dell’educazione musicale all’intero sistema integrato di istruzione e formazione, dalla nascita ai sei anni d’età, ovvero nella scuola dell’infanzia.

Alle suddette attività sarà dedicato un congruo monte orario (5 ore settimanali) impartito da personale docente qualificato, il cui ruolo sarà equiparato sul piano giuridico ed economico a quello degli altri docenti impegnati nel medesimo grado di istruzione.

L’istituzione auspicabilmente in tempi brevi delle Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale”, sarà un vero e proprio regalo alle giovani generazioni.

Nel contempo, sarà anche un doveroso riconoscimento alla Musica come espressione di cultura, tradizione, folklore, arte.

Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo del Dott.ssa Francesca Petra.

Bimbi: cresciamo a ritmo di musica!

La diamo spesso per scontata forse perché la musica è un elemento costante, e per molti addirittura indispensabile, del vivere quotidiano.

In maniera più o meno consapevole siamo accompagnati dal ritmo musicali fin dalla prima sveglia mattutina.

L’ascoltiamo distrattamente alla tv durante la prima colazione e poi ancora intenzionalmente alla radio durante il tragitto casa/lavoro o casa/scuola.

Oppure in solitario, nell’intimità della cuffie, sull’ autobus o in treno.

Per alcuni la colonna sonora della giornata continua anche al lavoro ed aiuta a spezzare la monotonia delle mansioni da svolgere.

Stimola la creatività rendendo l’ambiente lavorativo più sereno

Numerosi imprenditori infatti hanno visto aumentare la produttività aziendale quando il posto di lavoro è reso più accogliente da un piacevole o stimolante sottofondo musicale.

In maniera del tutto analoga, molti studenti affermano convintamente che la musica ascoltata in sottofondo agevola e rende più proficuo il loro studio pomeridiano.

Anche l’attività sportiva trova giovamento da un background musicale.

Ad esempio se ascoltata con gli auricolari durante gli allenamenti in palestra, il jogging amatoriale o semplicemente una passeggiata, la musica sa essere sempre fedele alleata, pronta a rilassarci o a darci quella spinta per osare e dare di più.

Infine, di fondamentale importanza, la musica intesa come “musicoterapia”, che in ambito di terapie integrative è  ormai una realtà collaudata in tutto il mondo a scopo riabilitativo e terapeutico.

Ma i benefici della musica non si limitano all’uomo.

Allevatori e coltivatori hanno notato ciò che la scienza ha saputo poi dimostrare, ovvero che gli animali e le piante sono più “rilassate” e produttive se sottoposte alla musica nell’arco della loro routine quotidiana.

In estrema sintesi, la musica fa bene!

Da un punto di vista prettamente didattico, numerosi studi di pedagogia hanno sottolineato che oltre ad un generico benessere psico-emotivo, la musica rappresenta un fondamentale stimolo ed incentivo dello sviluppo cognitivo soprattutto nei bambini.

Migliora la memoria, l’intelligenza intra ed interpersonale, la creatività, l’immaginazione ed addirittura il QI.

La musica migliora anche la capacità di coordinamento e controllo sia sul piano fisico-sensoriale che emozionale-energetico.

Per questo molti pedagogisti e pediatri consigliano di esporre i bambini all’ascolto di musica prestissimo, addirittura in fase prenatale, in casa, durante il sonno, durante i percorsi in auto o le passeggiate.

Nei primi tre anni di vita si formano infatti le prime connessioni neuronali che saranno le fondamenta delle future abilità linguistiche, motorie e cognitive.

Attraverso la musica si attiveranno molteplici sistemi del cervello sincronicamente, migliorata la comunicazione tra l’emisfero sinistro e quello destro, l’integrazione cerebrale e le capacità di attenzione e l’immaginazione.

Quando esposti alla musica ed alle canzoni

Inizialmente i bambini riconoscono solamente la melodia e reagiscono emotivamente a certi suoni come ad esempio la voce della mamma che canta una ninna nanna.

Gradualmente, via via che i bimbi acquistano maggiore indipendenza e cominciano a distinguere le singole parole, imparano ad apprezzare il ritmo, i ritornelli e le rime.

Quest’ultime, grazie alla ripetizione e l’esercizio costante, aiuteranno a sviluppare la capacità di memorizzazione, l’apprendimento dei significati di alcune parole e la loro semplice contestualizzazione.

In questa fase i bimbi si cimenteranno volentieri nella riproduzione di canzoni sotto forma di filastrocche.

Canti popolari, fiabe musicate, canzoncine orecchiabili scritte appositamente per loro in cui vengono anche eventualmente veicolati insegnamenti morali o storie del mondo animale.

Ascoltare e produrre musica col canto promuoverà così lo sviluppo delle capacità cognitive in ambito del linguaggio, della lettura, della matematica e anche un significativo arricchimento lessicale.

Oltre ad utilizzare lo strumento vocale, i bimbi solitamente adorano anche istintivamente produrre suoni

Sbattendo gli oggetti o semplicemente attivando i giochi didattici a sfondo musicale che hanno di solito, un grande successo tra i piccoli “artisti in erba”.

Prendere dimestichezza con uno strumento musicale non ha solamente una finalità ludica, ma permette al bimbo di sviluppare capacità motorie, abilità sensoriali e di coordinazione e controllo del proprio corpo.

Ed è quindi un’inclinazione che andrebbe incoraggiata insieme al canto e l’ascolto di vari generi musicali.

Suonare uno strumento ed eventualmente cantare insieme e davanti agli altri, migliora anche l’ autostima e la capacità di relazionarsi con i propri pari e gli adulti.

Nel tempo contribuisce a cementare amicizie, condividendo passioni ed interessi, promuovendo la collaborazione e la capacità di esprimersi e “lavorare” in gruppo, cooperando e collaborando con il team, nella produzione di un lavoro “orchestrale”.

Se la musica viene eseguita in gruppo, ad esempio un gruppo classe o semplicemente insieme ad amici o familiari, il bambino  imparerà a rispettare la squadra in cui si sente coinvolto.

Imparerà a controllare l’aggressività o l’istinto e desiderio di prevaricare e primeggiare, svilupperà la preziosa arte della pazienza e se ne riconosce il valore nell’ambito di un progetto corale.

Vale evidenziare inoltre che la musica oltre che gioco è anche disciplina

Al pari di uno sport richiede impegno, costanza e allenamento che si traducono in autodisciplina e nell’opportunità di diventare artefici e comunque partecipi di un’opera creativa.

Opera in cui estro, talento, immaginazione e rigore tecnico si muovono in perfetta sinergia verso il comune traguardo armonico.

Cantare e suonare sono un’ottima valvola di sfogo di emozioni negative quali ansia, rabbia o stress.

Nonostante le innumerevoli ed autorevoli indicazioni pedagogiche a favore dell’insegnamento della musica fin dalla tenerissima età, da un punto di vista normativo il sistema scolastico pare aver trascurato le potenzialità di questo linguaggio.

Ad oggi, nel sistema di istruzione è ancora affidato ad un doppio binario.

Da un lato quello educativo orientativo affidato alla scuola primaria con insegnamento impartito anche da docenti che non necessitano di una formazione specifica.

Dall’altro la formazione professionalizzante che si persegue nei conservatori di musica.

La mancata attuazione della L 508/1999 ha come cristallizzato la situazione

Paralizzando così le aspettative di docenti, pedagogisti e anche delle famiglie per le quali sarebbe importante  avere l’opportunità di coltivare talenti precoci o comunque la passione musicale che molti bambini, fin dalla fase pre-accademica, sanno manifestare.

L’esigenza fortemente sentita di introdurre lo studio della musica fin dalla scuola dell’infanzia ha tuttavia dato l’input al recente DDL 492 (recante Disposizioni e delega al Governo per l’istituzione di Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale).

Attualmente in discussione, che prevede l’estensione dell’insegnamento dell’educazione musicale all’intero sistema integrato di istruzione e formazione, dalla nascita ai sei anni d’età, ovvero nella scuola dell’infanzia.

Nelle mire dei legislatori la scuola dell’infanzia dovrà introdurre attività formative di propedeutica musicale e di pre-danza.

Familiarizzando con i diversi generi e con la molteplicità degli strumenti musicali, nonché il canto, il linguaggio musicale e recitativo-teatrale anche al fine di garantire a tutti, indipendentemente dalle condizioni socio economiche, l’opportunità di fruire di una formazione in ambito musicale.

Alle suddette attività sarà dedicato un congruo monte orario (5 ore settimanali) impartito da personale docente qualificato.

Il ruolo sarà equiparato sul piano giuridico ed economico a quello degli altri docenti impegnati nel medesimo grado di istruzione

Si tratta di un aspetto importante che evidenzia l’intenzione da un lato di migliorare qualitativamente l’offerta formativa, dall’altro di dare un giusto riconoscimento professionale ed economico alle competenze e qualifiche del personale impiegato.

Parimenti saranno definiti i contenuti e gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle “Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale”.

Per questi una commissione tecnica dedicata, nominata dal Ministero dell’istruzione e del Merito in conformità con le indicazioni e il parere del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM), delineerà precisi obiettivi formativi in entrata ed uscita.

Le singole scuole nell’ambito dell’autonomia didattica ed organizzativa di ricerca e di progettazione educativa e in conformità al principio di sussidiarietà verticale, potranno inoltre promuovere accordi di rete.

Specifici accordi in ambito territoriale con le istituzioni di alta formazione artistica e culturale (AFAM), le fondazioni lirico-sinfoniche, le istituzioni concertisti co-orchestrali  (ICO), i Conservatori di musica e le associazioni musicali amatoriali riconosciute.

Il progetto di incorporare la musica per tutto l’arco della scuola dell’infanzia fino ai 6 anni, non solo contribuirà a rendere l’apprendimento più divertente e l’ambiente classe più gioioso, ma aiuterà a potenzierà numerosi aspetti dello sviluppo dei bimbi.

Agevolando così il loro sviluppo globale sia sul piano cognitivo che sul piano emotivo, motorio e sensoriale.

Getterà anche le basi di una più proficua carriera scolastica/formativa dei piccoli apprendenti negli anni a seguire

Il riconoscimento istituzionale auspicabilmente in tempi brevi delle “Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale”, sarà un vero e proprio regalo alle giovani generazioni.

Nel contempo, sarà anche un doveroso riconoscimento alla musica come espressione di cultura, tradizione, folklore e arte.

Sarà così pronunciato un meritato “Grazie!” alla Musica, forma espressiva che permette di comunicare su un piano energetico ed emotivo che supera i confini e gli ostacoli imposti dal codice del linguaggio verbale e che, nelle parole del famoso pediatra Dr. T. Berry Brazelton si pone come “linguaggio universale che parla all’anima di tutti i bimbi”, ovvero al futuro di tutti noi.

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