Articolo di Maurika Navarra
47ª edizione dell’Efebo d’Oro, una doppia celebrazione del cinema d’autore
La 47ª edizione del prestigioso Efebo d’Oro Film Festival si presenta quest’anno con una fisionomia particolare e ricca di significati. Il festival, che ha le sue origini ad Agrigento, torna infatti nella città dei Templi dall’11 al 15 novembre 2025 (presso il cinema Concordia e gli spazi di FAM – Fabbriche Chiaramontane) per poi proseguire a Palermo dal 26 al 30 novembre all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa.
Agrigento è la città dove il festival nacque, nel 1979, e il ritorno lì si inserisce nel contesto di «Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025».
Agrigento: radici, memoria e sguardo internazionale
La tappa di Agrigento apre il festival mettendo al centro la sua anima più storica. Qui va in scena il concorso principale, che ogni anno seleziona film ispirati a opere letterarie: cinque titoli, scelti anche per il loro modo di trasformare la parola scritta in immagini capaci di parlare al presente. Accanto alle proiezioni, la città ospita un focus dedicato alla Palestina, un percorso che unisce cinema, testimonianze e fotografia. Le proiezioni dei film di Stefano Savona e il collegamento con la regista Sepideh Farsi mostrano quanto il festival voglia essere non solo un luogo di visione, ma anche di ascolto. La mostra fotografica “L’occhio di Gaza”, allestita nelle Fabbriche Chiaramontane, aggiunge un ulteriore livello di racconto, trasformando Agrigento in uno spazio dove il pubblico può interrogarsi sul ruolo che il cinema ha nel dare voce alle storie che spesso non trovano spazio nei canali più ufficiali.
Un festival diviso in due città, un’unica identità narrativa
Complessivamente, questa edizione dell’Efebo d’Oro alterna con naturalezza memoria e novità, tradizione e ricerca. Le due città che ospitano il festival non sono semplicemente due tappe, ma due modi diversi e complementari di vivere il cinema: Agrigento con il suo sguardo più radicato nella storia e nelle narrazioni del mondo, Palermo con la sua apertura alle nuove forme e ai linguaggi del futuro. Insieme costruiscono un percorso coerente, che invita il pubblico a muoversi, a osservare, a pensare, e soprattutto a lasciarsi sorprendere dal potere delle storie.
L’edizione di quest’anno ribadisce quanto Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025, rappresenti il cuore simbolico del festival. La città non offre solo le sue sedi, ma anche il suo patrimonio storico e umano, che amplifica il senso delle opere presentate. È qui che l’Efebo d’Oro trova il suo luogo d’origine e, allo stesso tempo, la forza per rinnovarsi.

